I dissidenti cubani attaccano Castro. Non hanno gradito le parole pronunciate durante il suo primo discorso pubblico dopo la visita di Giovanni Paolo II, e lo accusano di voler strumentalizzare il viaggio del Pontefice. Il "lider maximo", parlando a L'Avana, ha dichiarato: "Molti volevano politicizzare la venuta del Papa e speravano che avrebbe inferto un duro colpo alla rivoluzione. Ma il popolo ha dato la risposta migliore. La visita é stata l'occasione, per tanti giornalisti, di mostrare il vero volto di Cuba".
"Il vero volto di Cuba non é quello di cui parla Fidel Castro - replica John Suarez, coordinatore della Free Cuba Foundation, la principale organizzazione di studenti universitari che si batte per i diritti umani nell'isola - Il vero volto é quello delle famiglie divise e di tutte le persone che sono state imprigionate ed uccise. Non dimentichiamo le giovani prostitute per la strada e i bambini affamati. Questo é il vero volto di Cuba".
Un'altra voce autorevole contro il discorso di Castro é quella di Adolfo Rivero, vicepresidente del Comitato Cubano per i Diritti Umani, storico gruppo di dissidenti dell'isola. "Castro é un abile politico - spiega Rivero - Sta cercando di manipolare la posizione del Papa contro gli eccessi del capitalismo e del consumismo, per sfruttarla a suo vantaggio. Ma non dimentichiamo che Giovanni Paolo II, durante il suo viaggio, ha pronunciato 73 volte la parola "verit #224;", 53 volte la parola "libertà", 9 volte "società civile", 32 volte "valori morali", 42 volte "famiglia". E per tre volte ha parlato dei prigionieri. Ma Castro, finora, non ha liberato nessun dissidente. Può darsi che lo faccia. Ma poi riempirà di nuovo le sue carceri".
Secondo John Suarez, coordinatore di Free Cuba Foundation, il popolo non é dalla parte di Fidel Castro. "Cuba sta solo aspettando la morte del suo presidente - conclude Suarez - E spera in un futuro democratico".