| by Carlo Climati, il Roma |
Le immagini parlano da sole. Gli agenti della sicurezza, che indossano abiti civili ed hanno un fazzoletto rosso intorno al collo, reprimono le proteste di alcune attiviste. Tra queste spicca Carla Perez, membro della "Liga Civica Martiana", che viene portata via dai poliziotti. La sua unica "colpa" é stata quella di mostrare un cartello con la scritta "Abbasso la dittatura di Castro". Insieme a lei, altre donne che protestavano pacificamente prima della Messa sono state fermate e poi rilasciate.
L'immagine più eloquente é quella che vede protagonista la dissidente Mercedes Luceno Ruiz. La donna viene difesa dal suo fidanzato, terrorizzato dagli agenti di sicurezza. L'uomo cerca di portarla via, per proteggerla dai poliziotti. La scena descrive in modo perfetto il clima di intimidazione che si respirava tra la folla durante la celebrazione del Pontefice.
Il "Miami Herald", importante quotidiano della Florida, ha riportato un altro episodio significativo. Un giovane, che gridava slogan contro Castro, é stato avvicinato da alcuni poliziotti che gli hanno detto: "Hey! Fidel vuole che stiamo in silenzio ad ascoltare il Papa". Poco dopo, il ragazzo é stato portato via da un'ambulanza.
Tutte le persone fermate dalla polizia durante la Messa sono state successivamente rilasciate. Nei giorni della visita papale il regime ha preferito tenere una linea "morbida". Ma, ovviamente, i nomi dei dissidenti che protestavano sono stati schedati. E non si può escludere che queste persone siano oggetto di nuove repressioni in futuro.
Daula Carpio Matas, presidente di una sezione locale del Partito dei Diritti Umani, é stata condotta in prigione. Ma il fatto piy grave riguarda il dissidente José Antonio Alvarado, che é stato ricoverato con la forza presso l'Ospedale Psichiatrico di Santa Clara, pur essendo perfettamente sano. Una triste abitudine dei regimi comunisti é sempre stata quella di far credere pazzi i propri oppositori. Il Gad (Gruppo d'Appoggio alla Dissidenza), ha denunciato che José Antonio Alvarado rischia di essere sottoposto al trattamento di elettroshock. Dietro la parvenza delle cure psichiatriche, quindi, si nascondono delle vere e proprie torture. Per questa ragione i membri del Partito per i Diritti Umani hanno ricominciato lo sciopero della fame.