Published January 23 1998 in the italian daily newspaper "il Roma"
"Cattolici repressi con ogni metodo"
By Carlo Climati
"Voglio conoscere la verità", ha detto il Papa parlando con i
giornalisti
durante il volo verso Cuba. E la verità, purtroppo, é molto
amara. I rapporti
tra la Chiesa cattolica e il regime di Fidel Castro sono stati
contrassegnati,
negli ultimi anni, da una lunga serie di soprusi. Lo rivela John
Suarez,giovane coordinatore di "Free Cuba Foundation", la principale
organizzazione di
studenti universitari che si batte per i diritti umani nell'isola. La sua
testimonianza ci regala un quadro di Cuba ben diverso da quello tutto
"rose e
fiori" che viene diffuso dai mezzi di comunicazione.
"La strada verso la libertà é ancora lunga - racconta John
Suarez - e noi ci
stiamo impegnando affinché venga percorsa nel modo piy veloce
possibile. "Free
Cuba Foundation" é nata nel 1993 a Miami, in Florida, dove si trova
il maggior
numero di esuli del regime castrista. Utilizza esclusivamente mezzi di
protesta
pacifici, e promuove campagne internazionali per la liberazione dei
prigionieri
politici".
Qual é la sua opinione sulla visita del Papa a Cuba?
"Io penso che la visita di Giovanni Paolo II abbia il potenziale giusto
per
salvare l'anima della nazione. Trasmetterà a tutti il messaggio di
speranza del
Vangelo, e questo é molto importante. Pregherò per il Papa,
affinch
é il suo
viaggio possa dare degli ottimi frutti".
Lei pensa che questa visita, per Fidel Castro, sia soltanto un'abile mossa
politica?
"Il Cristianesimo, purtroppo, é stato e continua ad essere represso
dal governo
cubano. La Chiesa cattolica é considerata un pericolo, perch é
offre
un'alternativa al regime totalitario. Perfino la Caritas, che ha aiutato
tanta
gente, é stata vista come una minaccia dal governo. Ed infatti, le
sue attivit`
benefiche non hanno mai ricevuto il sostegno dei mezzi di comunicazione.
C'é un
silenzio spaventoso sulle iniziative della Caritas, e Fidel Castro é
arrivato
al punto di boicottarla".
In che modo?
"La Caritas ha donato parecchi medicinali agli ospedali, e distribuito
gratuitamente prodotti alimentari. Ma siccome questa attivit` stava
suscitando
una reazione positiva da parte della popolazione, il governo ha deciso di
fermarla attraverso strade indirette. Ha richiesto alla Caritas di fare
acquisti di prodotti alimentari con prezzi al minuto, invece che
all'ingrosso,
riducendo di fatto la sua capacit` di assistenza. Il regime castrista ha
anche
proibito alla Caritas di aiutare la gente attraverso la produzione di
prodotti
alimentari e la costruzione di case. Infine, recenti rapporti indicano un
boicottaggio del governo nella distribuzione delle vitamine ricevute dalla
Caritas per le donne incinte".
Qual é la situazione dei diritti umani a Cuba?
"Non esistono diritti umani. Ci sono attualmente 1200 prigionieri politici
nelle carceri dell'isola, dove viene praticata anche la tortura. Il regime
castrista nega alle persone di esprimere liberamente le proprie opinioni,
di
formare partiti politici, di viaggiare senza avere problemi, di formare
sindacati indipendenti, e di creare imprese. I cittadini sono stati
letteralmente schiacciati dalla dittatura comunista. Inoltre, attraverso
il
sistema educativo e i mezzi di comunicazione é stata trasmessa al
popolo unatotale mancanza di spiritualit` e di speranza".
La gente non cerca di scappare?
"Ci sono controlli molto stretti. Un fatto gravissimo é accaduto il
13 luglio
1994, quando un gruppo di profughi cercr di lasciare l'isola per trovare
asilo
politico all'estero. Le guardie costiere di Castro hanno affondato
l'imbarcazione, uccidendo i quarantuno passeggeri che erano a bordo.
Ventuno di
questi erano donne e bambini. Un anno dopo, un gruppo di dissidenti ha
organizzato una manifestazione pacifica, navigando sulle stesse acque in
cui i
profughi erano stati uccisi. I manifestanti sono stati attaccati dai
militari,
mentre spargevano delle rose sul mare in memoria delle persone morte in
cerca
di libert`".
Oggi, a Cuba, non si vede alcun segnale di cambiamento?
"Io penso che Cuba stia cambiando, ma solo perch é deve sopravvivere.
Fidel
Castro i stato e continua ad essere il principale ostacolo sulla strada di
un
reale cambiamento. La gente é affamata, e vive in condizioni di
miseria
drammatiche. L'incompetente politica economica ha dato il via alla
devastazione
del territorio e all'impoverimento delle persone. Castro é arrivato
al punto
d'arrestare il mercato degli agricoltori, perchi stava avendo troppo
successo.
I contadini rischiavano di diventare "ricchi", e cosl il presidente ha
militarizzato l'agricoltura".
Esiste il fenomeno del "turismo sessuale"?
"Certamente. A Cuba la prostituzione é incontrollata e a buon
mercato. Il sesso
costa poco, e costano poco gli alberghi dove farlo. Questa é una
grande fonte
d'attrazione per i turisti".
C'é anche il problema dello sfruttamento sessuale dei bambini?
"La prostituzione infantile, purtroppo,é molto diffusa. Ci sono
bambini che si
offrono ai turisti all'uscita della scuola, con ancora addosso la cartella
e la
loro divisa da scolaretti. Salutano i loro amichetti e salgono
direttamente
sulle automobili dei pedofili, che li pagano pochi soldi per rubare la
loro
innocenza".
Qual i il futuro di Cuba?
"Il futuro di Cuba dipender` da tutti noi. Non possiamo restare in
silenzio, e
permettere che Castro distrugga questa nazione. Se ci saranno ancora
violazioni
dei diritti umani, la colpa sar` di chi tace di fronte alle prepotenze di
un
regime che non é affatto cambiato, come molti vorrebbero lasciar
credere".
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