Published January 29 1998 in the italian daily newspaper "il Roma".

"Repressi durante la Messa"

by Carlo Climati

I mezzi di comunicazione hanno dipinto la visita del Papa a Fidel Castro come l'inizio di un'era di libertà e di democrazia per Cuba. Eppure, nonostante alcuni segnali positivi, la repressione dei dissidenti continua. Nuovi episodi di intolleranza sono stati denunciati da Free Cuba Foundation, la principale associazione di studenti universitari che si batte per i diritti umani nell'isola. John Suarez, coordinatore dell'organizzazione, ha segnalato che durante l'ultima Messa del Papa la polizia cubana ha duramente represso i cittadini che "osavano" gridare slogan contro Castro, o che rilasciavano interviste critiche nei confronti del governo ai giornalisti presenti sul posto.

Prima della Messa a L'Avana, il servizio di sicurezza ha fermato una giovane donna che teneva un cartello con la scritta: "Basta con la dittatura di Castro". Dopo aver distrutto il cartello, gli agenti hanno portato via la manifestante, insieme al suo compagno.

La stessa sorte é toccata ad un'altra persona che stava gridando slogan contro il governo. Più tardi, la polizia ha fermato un uomo che aveva rilasciato un'intervista ad una televisione straniera, criticando duramente il regime di Castro.

Insomma, mentre gli obiettivi delle televisioni di tutto il mondo erano puntati sul Papa, tra la folla si consumavano gravi episodi di intolleranza. Giovanni Paolo II invitava Fidel Castro a riconoscere la libertà di pensiero, e nello stesso istante gli uomini del dittatore erano impegnati a soffocare qualunque forma di manifestazione.

Con la scusa dell'ordine pubblico, gli agenti hanno agito indisturbati. Alcune persone sono state arrestate, e successivamente rilasciate. Adesso, perr, si teme che il governo possa operare delle rappresaglie. Per questa ragione, gruppi di dissidenti in esilio in Florida hanno richiesto al Vaticano di proteggere i manifestanti e le loro famiglie da possibili ritorsioni della polizia.

Esistono anche dei nastri registrati che documentano le repressioni del servizio di sicurezza. Saranno inviati al più presto alla Santa Sede, affinché la Chiesa possa intervenire in aiuto dei dissidenti.

Non ci sono notizie positive neppure in merito alla liberazione di Daula Carpio Matos, leader del Partito per i Diritti Umani, arrestata il 9 ottobre scorso.Nove dissidenti, a Santa Clara, hanno iniziato uno sciopero della fame che dura ormai da centonove giorni, per ottenere la sua scarcerazione. Quattro di loro sono attualmente ricoverati in fin di vita in un vecchio ospedale della città. Ma Castro, nonostante le buone promesse fatte al Papa, non sembraintenzionato ad accogliere le loro richieste.

"Il problema - spiega John Suarez, coordinatore di Free Cuba Foundation - é che Giovanni Paolo II é tornato a casa. E se ne sono andati anche i giornalisti che avevano invaso l'isola per documentare la sua visita. Ora, purtroppo, ci sono seri rischi che il governo torni ad usare il pugno di ferro nei confronti dei suoi oppositori".

Copyright 1998 "il Roma" (Italy).