Published January 22 1998 in the italian daily newspaper "il Roma"

"Il grido dei perseguitati"

By Carlo Climati

Cuba é una terra felice? Una simpatica meta turistica per le proprie vacanze? Un Paese lanciato verso la democrazia, che é già guarito dalla crisi economica? Andiamoci piano con l'ottimismo. Questa "Cuba che sorride", purtroppo, somiglia all'isola "che non c'é" della favola di Peter Pan. La visita di Papa Giovanni

Paolo II sta regalando qualche segno di speranza, ma la strada verso la soluzione dei problemi é ancora lunga. Lo testimoniano le tante storie di dissidenti politici, vittime di violazioni dei diritti umani da parte del regime cubano. I racconti degli esuli sono la prova schiacciante di come Fidel Castro, eroe incontrastato della sinistra, non sia altro che un falso mito, costruito ad arte per creare l'illusione di un comunismo felice e beato. Un dittatore pronto a rinnegare perfino i suoi fedeli compagni di battaglia, che avevano rischiato la vita per i suoi stessi ideali.

Un caso clamoroso é quello di Mario Chanes De Armas, che nei primi anni cinquanta organizzr le cellule clandestine di lotta contro il regime di Fulgencio Batista. Il 26 luglio 1953 partecipr con Castro al famoso assalto del Cuartel Moncada, in seguito al quale fu incarcerato per due anni. Sempre con Castro, in Messico, ha dato vita alla spedizione del Granma, innescando il processo rivoluzionario che culminerà nel gennaio 1959. Come molti altri compagni di lotta, De Armas si é opposto alla svolta totalitaria di Castro. Per questa ragione, nel 1961 é stato arrestato e condannato a trent'anni di carcere. In prigione sarà uno dei "plantados", termine che indica quei prigionieri politici che rifiutano la rieducazione ideologica. Sconterà per intero la sua pena, diventando cosl il caso-record mondiale di reclusione per motivi di coscienza. Oggi vive negli Stati Uniti. Anche Ernesto Diaz Rodriguez ha partecipato alla lotta contro la dittatura di Batista. Ma, come De Armas, ha commesso "l'errore" di opporsi agli abusi del governo castrista. Nei primi anni sessanta ha abbandonato Cuba per dedicarsi ad una serie di operazioni contro obiettivi militari nell'isola. Condannato a quarant'anni di carcere, ha condotto una strenua lotta d'opposizione nel gruppo dei prigionieri "plantados". E' stato liberato nel 1991, dopo ventidue anni di reclusione, in seguito ad una vigorosa campagna internazionale. Un'altra storia emblematica é quella del frate francescano Miguel Angel Loredo. Nel 1966 viene ingiustamente accusato d'aver nascosto un ricercato nel suo convento, e condannato a quindici anni di carcere. In realtà, il suo caso serve come scusa ai servizi di sicurezza per scatenare l'oppressione nei confronti della Chiesa cattolica.

Nel 1977 frate Loredo viene rimesso in libertà grazie alle trattative condotte dal Vaticano. Ma poi, in seguito a nuove persecuzioni, é costretto a lasciare Cuba. Oggi risiede a New York.

Tra i dissidenti c'é anche un fedele collaboratore di Che Guevara, Dariel Alarcon Ramirez. Appena diciassettenne, fu tra i protagonisti della guerriglia sulla Sierra Maestra, dopo la quale divenne un attivo compagno d'avventure del "Che" a Cuba, in Congo e in Bolivia. Oggi é uno dei critici piy severi del regime castrista.

Figlio di un amico di Guevara é il dissidente Jorge Masetti. Arruolato giovanissimo nel Dipartimento del controspionaggio cubano, ha partecipato a numerose missioni in America Latina e in Europa. Ha sposato Iliana De La Guardia, figlia del colonnello Antonio De La Guardia, processato e fucilato nel luglio 1989 insieme al comandante Arnaldo Ochoa. Oggi vive in Francia. Figura di spicco della dissidenza é lo scrittore Carlos Alberto Montaner, leader dell'Unione Liberale Cubana, fuggito dall'isola trentasei anni fa, dopo aver patito il carcere appena diciottenne. Molto impegnato sul fronte dei diritti dell'uomo é anche Ricardo Bofill, ex militante del Partido Socialista Popular, il vecchio partito comunista cubano. Nel 1967 viene arrestato con l'accusa di "propaganda nemica" e condannato a tredici anni di carcere. Nel 1980 é nuovamente arrestato e condannato a diciotto anni di reclusione per aver "osato" scrivere un rapporto di denuncia sulle violazioni dei diritti umani a Cuba. Liberato in seguito ad una campagna internazionale, oggi vive a Miami. Tutte queste storie dimostrano in modo chiaro che Cuba non é affatto la terra felice che viene descritta dall'informazione di sinistra. L'arrivo del Papa, forse, potrà dare una svolta decisiva ed aprire una nuova era per "l'isola che non c'é".

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