"L'ultima di Castro. Ecco la libertà in cambio dell'esilio".
3.04 p.m. ET (1911 GMT) February 12, 1998

by Carlo Climati, il Roma

Il Governo cubano sta per liberare altri trenta prigionieri politici. Manon é ancora chiaro se facciano parte della "famosa" lista consegnata dalPapa a Fidel Castro. Lo ha annunciato uno dei più noti dissidentidell'isola, Adolfo Rivero, vicepresidente del Comitato Cubano per i DirittiUmani, storico gruppo di opposizione anticastrista.

"La condizione posta dal Governo per ottenere la libertà - spiega AdolfoRivero -é che tutti gli ex prigionieri lascino Cuba. Solo in questo modogli oppositori del regime potranno essere scarcerati. Altrimenti, dovrannorestare in galera e scontare interamente la pena".

Viene, dunque, confermata la tesi sostenuta due giorni fa da John Suarez,coordinatore di Free Cuba Foundation, la principale organizzazione distudenti universitari che difende i diritti umani nell'isola. Fidel Castronon é assolutamente cambiato. La sua strategia é quella di offrire libertàin cambio dell'esilio, come é già accaduto con i sei dissidenti di SantaClara, in fin di vita dopo uno sciopero della fame di centoventi giorni.

Nella lista dei nuovi trenta prigionieri da scarcerare spiccano i nomi di Felix Antonio Bonne, Rene Gomez Manzano, Vladimiro Roca e Martha Beatriz Roque, attivisti del Gruppo di Lavoro per la Dissidenza Cubana. Erano statiarrestati nel luglio scorso, per aver "osato" firmare un documento criticonei confronti di Castro, intitolato "La terra appartiene a noi".

"Questi quattro dissidenti - afferma Adolfo Rivero - hanno già deciso dirifiutare la libertà offerta dal governo cubano. Non sono intenzionati adabbandonare la loro terra, e rimarranno in carcere in segno di protesta".Le richieste del Papa, perciò, rimangono disattese. Giovanni Paolo II,durante il suo viaggio nell'isola, aveva chiesto il rispetto dei dirittiumani. Ma Castro non ha ancora mosso un dito per dare al suo popolo unconcreto segnale di cambiamento. Ha offerto la libertà ad alcuniprigionieri, ma ad un prezzo altissimo: quello di non mettere più piede nelproprio Paese.

Contro la strategia del "lider maximo" si scaglia anche Orlando Gutierrez,segretario nazionale del Directorio Revolucionario Democratico Cubano, unaltro importante gruppo di oppositori del regime."Non bisogna lasciarsiingannare dalle apparenze - dichiara Orlando Gutierrez - Libertà significapoter restare a Cuba e poter esprimere il proprio pensiero. Invece, iltriste filo conduttore che lega queste liberazioni é l'esilio".

Ma perch é Fidel Castro sta agendo in questo modo? Perché continua adannunciare liberazioni di prigionieri, con l'ordine d'abbandonare l'isola? Lo spiega una famosa dissidente cubana, nota semplicemente con il nome dibattaglia di "Misifu". "Comportandosi così - dice Misifu - Fidel Castrorisolve due problemi in un colpo solo. Prima di tutto libera i prigionieri,dando all'opinione pubblica l'impressione d'essere cambiato. E poi, limette su un aereo e li costringe a lasciare Cuba. In questo modo, glioppositori non sono più un pericolo per il regime. Ma non é certamentequesta la libertà che aveva chiesto il Papa. Fidel Castro é un grandebugiardo. Lo é stato per trentanove anni, e continua ad esserlo ancoraoggi".

Intanto, il dialogo tra Cuba e il Vaticano non sembra essersi interrotto.Alcune fonti parlano di una riunione che si sarebbe tenuta lunedì scorsopresso il Palazzo della Rivoluzione, alla quale avrebbero preso parte altiesponenti della Chiesa Cattolica e del Governo cubano. Ma l'incontro nonsembra aver dato buoni frutti, perché Fidel Castro si ostina ad offrirelibertà ai prigionieri in cambio dell'esilio.

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