Mentre nell'isola di Cuba si respira un'aria di festa per la visita del Papa, in un vecchio ospedale di Santa Clara due uomini e due donne si stanno lentamente consumando. Sono quattro dei nove attivisti che il 9 ottobre scorso hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l'arresto di DaulaCarpio Matos, leader del Partido Pro-Derechos Humanos (Partito per i Diritti Umani), un'organizzazione pacifica che si oppone ai soprusi di Fidel Castro. Il governo cubano non é disposto a riconoscere legalmente altri partiti al di fuori di quello comunista. I militari mettono in carcere gli oppositori del regime utilizzando false accuse di attività criminali, che servono per mascherare le ragioni politiche degli arresti. Il dramma dei quattro dissidenti in fin di vita a Santa Clara rischia di rovinare la festa a Fidel Castro. Non a caso, il governo cubano aveva ordinato agli attivisti di interrompere lo sciopero della fame prima dell'arrivo del Papa.
"Facciamo questo per dimostrare che a Cuba esiste l'opposizione", ha dichiarato Ivan Lemas Romero, cattolico praticante, che ha perso ventuno chili nutrendosi soltanto di brodo ed acqua. Jose Antonio Alvarado, che ne ha persi ventotto, non é più in grado d'alzarsi dal letto dell'ospedale. Il digiuno, che dura ormai da centocinque giorni, era iniziato in un piccolo appartamento di Santa Clara. I nove attivisti del Partido Pro-Derechos Humanos vi si riunivano per pregare di fronte ad un'immagine della Madonna. In seguito a questa pacifica iniziativa, sono stati arrestati ed imprigionati. Alcuni di loro, in condizioni disperate, sono stati ricoverati in ospedale e tuttora rifiutano di obbedire all'ordine di concludere il digiuno.
All'azione dei seguaci del Partido Pro-Derechos Humanos si uniranno oggi i giovani di Free Cuba Foundation, la principale organizzazione di studenti universitari che si batte per i diritti umani nell'isola. "Per dimostrare la nostra solidarietà agli amici di Santa Clara - spiega John Suarez, coordinatore di Free Cuba Foundation - inizieremo anche noi un simbolico sciopero della fame. Ogni militante digiunerà per ventiquattr'ore, al termine delle quali il suo posto sarà preso da un altro. L'iniziativa si protrarrà ad oltranza, fino a quando il governo non acconsentirà alla liberazione di Daula Carpio Matos". La situazione potrebbe sbloccarsi da un momento all'altro, anche in considerazione della presenza del Papa a Cuba. Non a caso, i giovani di Free Cuba Foundation vedono nella visita di Giovanni Paolo II la soluzione di molti dei problemi che affliggono l'isola. Rimane, perr, una grande sfiducia nei confronti del regime. "E' Fidel Castro il vero problema - dice John Suarez - Comunque, io sono ottimista. Credo che il viaggio del Papa rappresenti un puntocruciale nella rinascita spirituale della nazione. Questa rinascita é assolutamente necessaria per la sopravvivenza di Cuba".