"Cuba? Non e' per niente libre".
3.04 p.m. ET (1911 GMT) April 7, 1998

by Carlo Climati,  Lo Stato

Che cosa é cambiato a Cuba, dal punto di vista dei diritti umani, dopo la visita del Papa? Nulla. Continuano le torture, gli arresti, le persecuzioni dei dissidenti. Le funzioni religiose vengono negate e i prigionieri politici rimangono in carcere.

In compenso, il viaggio di Giovanni Paolo II si é rivelato una brillante operazione di marketing per rilanciare l'immagine di Fidel Castro. Il dittatore si é rifatto il trucco, mostrandosi attento alle richieste del Pontefice. E' apparso magnanino e desideroso di aprire alla democrazia. Ma poi, passata la festa, ha ricominciato a bastonare più di prima i suoi oppositori. Il fatto interessante é che i mezzi di comunicazione, nei due mesi successivi alla visita di Giovanni Paolo II, non hanno speso una sola parola per evidenziare l'ipocrisia del presidente cubano. Nelle penne dei giornalisti italiani, evidentemente, é rimasto "l'effetto Papa". Fidel Castro é ancora simpatico, bravo e sorridente come in quei giorni. E' il gigante buono dell'isola che non c'é, che sorregge l'anziano Pontefice e lo accompagna nelle stanze del Palazzo della Rivoluzione.

Eppure, a Cuba, negli ultimi due mesi, ne sono successe di tutti i colori. Sembra quasi che Fidel Castro, attraverso una serie di episodi simbolici, si sia divertito a fare l'esatto contrario di ciò che il Papa gli aveva richiesto. Ad esempio, ha continuato a negare la libert` religiosa.

Ai primi di marzo, un gruppo di dissidenti aveva organizzato una Messa a L'Avana, presso la Chiesa di Nostra Signora del Carmelo. Ma la polizia di Stato ha proibito al sacerdote di tenere la funzione, durante la quale gli attivisti avrebbero voluto pregare per l'abolizione della pena di morte a Cuba. Dalla stessa chiesa era partita una "marcia della pace", promossa dalla Liga Civica Martiana e da altri gruppi di dissidenti. I manifestanti avrebbero dovuto raggiungere la riva del mare, per poi spargere simbolicamente dei fiori nell'acqua, in ricordo di tutte le vittime di violazioni dei diritti umani. Ma le guardie del regime hanno picchiato ed arrestato la maggior parte degli attivisti.

Il Papa aveva richiesto la liberazione dei prigionieri politici. Ed infatti, ai primi di febbraio, la stampa italiana ha dato enorme risalto alla notizia della scarcerazione di sei dissidenti di Santa Clara, membri del Partito per i Diritti Umani, reduci da uno sciopero della fame di centoventi giorni. Qualche giornale, in preda all'entusiasmo, ha parlato addirittura di un "evento storico". In realt`, si é trattato di un ricatto. Castro ha offerto la libert` a sei prigionieri, in cambio dell'esilio forzato da Cuba. Un particolare non trascurabile, che la maggior parte della stampa ha dimenticato d'evidenziare. Il fatto curioso é che gli stessi dissidenti liberati a febbraio sono stati nuovamente imprigionati a marzo, senza aver commesso alcun tipo di reato. Ma nessun giornale italiano ne ha riportato la notizia. Uno di questi attivisti, José Antonio Alvarado, é stato ricoverato con la forza presso l'Ospedale Psichiatrico di Santa Clara, pur essendo perfettamente sano. Sua madre ha lanciato un disperato appello per denunciare l'uso dell'elettroshock come forma di persuasione e di tortura per gli oppositori del regime.

E gli altri prigionieri politici? La stampa italiana ha dato notizia della liberazione di alcune centinaia di detenuti. Ma si é trattato, ancora una volta, di un inganno. La maggior parte dei prigionieri liberati, infatti, non ha nulla a che fare con le questioni di coscienza. Si é trattato, soprattutto, di delinquenti comuni. Lo conferma Frank Hernandez-Trujillo, direttore del GAD (Gruppo di Appoggio alla Dissidenza): "Fidel Castro sta liberando alcuni prigionieri politici, ma ad un ritmo di due dissidenti per ogni dieci criminali. Non c'é nulla di nuovo nel suo comportamento. Nel 1979 Castro ha scarcerato migliaia di delinquenti comuni, e li ha costretti a lasciare l'isola insieme agli ex prigionieri politici. Oggi fa lo stesso. In questo modo, vuole lanciare un messaggio ben preciso. Lascia intendere che ladri, criminali e dissidenti appartengono alla stessa razza. Eppure, gli esponenti dell'opposizione non si sono mai macchiati di omicidi, attentati o azioni di terrorismo. Sono semplicemente accusati di "propaganda nemica", che é un termine molto difficile da definire".

Finora Castro si é limitato a liberare soltanto i "pesci piccoli". I più importanti prigionieri politici cubani (quelli che fanno veramente paura al regime) sono ancora tutti in carcere. Adolfo Rivero, vicepresidente del Comitato Cubano per i Diritti Umani ricorda: "Gli annunci di queste liberazioni non devono trarre in inganno. Castro non é affatto cambiato. La sua tattica é quella di gettare fumo negli occhi della gente, per far credere all'opinione pubblica che qualcosa sta cambiando. Ma non c'é nulla di nuovo nel suo comportamento. Nel 1984 il reverendo Jesse Jackson visitò Cuba, e Castro liberò trenta prigionieri. Lo stesso é accaduto con il Papa. I principi, si sa, fanno sempre regali ai loro ospiti".

La lista delle violazioni dei diritti umani a Cuba potrebbe continuare all'infinito. La ciliegina sulla torta é rappresentata dal caso di Roxana Carpio Matas, giovane dissidente incinta che Fidel Castro vuole mandare in esilio. Presto dovrà lasciare Cuba, contro la sua volontà, nonostante la gravidanza.

L'episodio di Roxana Carpio Matas suona quasi come una beffa, dopo le richieste del Papa di salvaguardare la famiglia e la vita. Castro risponde al Pontefice sbattendo fuori da Cuba una ragazza incinta, la cui unica colpa é stata quella di non essere d'accordo con il regime comunista.

John Suarez, coordinatore di Free Cuba Foundation, la principale organizzazione di studenti che si batte per i diritti umani nell'isola, ha commentato l'episodio con queste parole: "Sono trascorsi appena due mesi dalla visita del Papa. Ma sembra quasi che siano passati due secoli. Il viaggio di Giovanni Paolo II aveva portato un po' di luce per la gente di Cuba. Ma la notte, ben presto, é tornata ad avvolgere l'isola".

Carlo Climati

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