Published February 13 1998 in the italian daily newspaper "il Roma"

"Castro libera tutti col ricatto"

by Carlo Climati

Continuano gli equivoci sulla liberazione dei prigionieri politici a Cuba. I mezzi di comunicazione sono caduti nella trappola di Fidel Castro, ed hanno diffuso la notizia di un presunto segnale d'apertura del "lider maximo" nei confronti della democrazia.

In realtà, nell'isola non é cambiato nulla. Quella che la stampa chiama "scarcerazione dei prigionieri" non é altro che l'ennesimo ricatto del presidente cubano. Il Governo offre la libertà ai dissidenti, ma a condizione che lascino la loro terra. I sei attivisti del Partito per i Diritti Umani, "graziati" dopo un lungo sciopero della fame, dovranno pagare il prezzo dell'esilio. Un particolare non trascurabile, al quale la maggior parte dei mass media sembra non dare troppo peso.

Nell'inganno é caduto anche il Vaticano, che ieri ha diffuso un comunicato ufficiale in cui loda l'iniziativa di Fidel Castro. "La segreteria di Stato - si legge nella nota della Santa Sede - é stata informata che il Governo di Cuba ha liberato un certo numero di dissidenti, come atto di clemenza e di buona volontà a ricordo della visita papale. La lista di queste persone era stata segnalata nei mesi prima del viaggio da familiari ed organizzazioni per i diritti umani. La Santa Sede precisa che permangono all'esame dell'Autorità altre petizioni di scarcerazione. E' giunta, inoltre, comunicazione che il Governo Cubano ha concesso l'indulto ad un significativo numero di detenuti per motivi diversi".

Il comunicato del Vaticano riporta anche un commento di Giovanni Paolo II, che "si compiace" per la liberazione dei prigionieri. Il Papa ha espresso soddisfazione per "il rilevante provvedimento, che rappresenta una prospettiva di speranza per l'avvenire di quella nazione".

In realtà, a Cuba non c'é stato alcun tipo di rilevante provvedimento. Lo conferma una delle voci più autorevoli della dissidenza, Adolfo Rivero, vicepresidente del Comitato Cubano per i Diritti Umani, storico gruppo di opposizione anticastrista. "Fino a questo momento - dice Adolfo Rivero - la visita del Papa non ha avuto alcun tipo di conseguenza politica. Certamente ha avuto un grande significato dal punta vista psicologico, spirituale e morale. Ma Castro é rimasto lo stesso. La sua tattica é quella di gettare fumo negli occhi della gente, per far credere all'opinione pubblica che qualcosa sta cambiando. Ma non c'é nulla di nuovo nel suo comportamento. Nel 1984 il Reverendo Jesse Jackson visitò Cuba, e Castro liberò trenta prigionieri. I principi, si sa, fanno sempre regali ai loro ospiti".

Dello stesso parere é John Suarez, coordinatore di Free Cuba Foundation, organizzazione per i diritti umani nell'isola. "Conosciamo bene la tattica di Fidel Castro - afferma John Suarez - Libera duecento detenuti, per poi arrestarne trecento. Se volesse davvero cambiare rotta, dovrebbe concedere ai prigionieri politici la possibilità di restare a Cuba e manifestare il proprio pensiero contro di lui. Ma questo, purtroppo, non é ancora accaduto".

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