Fidel Castro é sotto accusa. I dissidenti cubani hanno in mano le prove degli episodi di intolleranza compiuti dalla polizia durante la Messa a L'Avana, denunciati ieri dai militanti di Free Cuba Foundation. Un altro gruppo di attivisti, la Coalicion de Mujeres Cubano-Americanos, ha appena prodotto una videocassetta che testimonia quanto é accaduto prima della celebrazione del Papa.
Gli agenti, con la scusa dell'ordine pubblico, hanno arrestato chiunque osasse gridare slogan contro il governo. E' stato portato via perfino un cittadino che aveva rilasciato un'intervista ad una televisione straniera, criticando duramente il regime comunista.
La videocassetta che mostra questi episodi di repressione sarà inviata al Vaticano, per richiedere l'intervento del Papa in aiuto delle persone arrestate e poi rilasciate dalla polizia. Si temono, infatti, ritorsioni da parte del governo nei confronti dei manifestanti e delle loro famiglie.
"Dopo l'arresto, i dissidenti sono stati rilasciati - spiega Laida Carro, attivista della Coalition de Mujeres Cubano-Americanos - Ora sono liberi, ma fino a quando? La polizia, dopo un po' di tempo, potrebbe venire a cercarli per metterli in prigione e costringerli al silenzio. Non é la prima volta che questo accade. Abbiamo testimoni che possono provarlo. Purtroppo, si tratta di una pratica che la polizia cubana é solita usare spesso".
Castro, dunque, non é affatto cambiato. Nei giorni della visita di Giovanni Paolo II sembrava intenzionato a dare una svolta alla vita dell'isola. Ma i fatti, ora, lo smentiscono in pieno. I suoi metodi repressivi sono identici a quelli di prima, e il dittatore non si é fatto nessuno scrupolo nel metterli in pratica durante la Messa del Papa. Ora, la videocassetta che sarà inviata alla Santa Sede dimostrerà le reali intenzioni del dittatore.
Non a caso, i leader delle principali associazioni per i diritti umani a Cuba hanno manifestato il loro scetticismo sulla "redenzione" di Fidel Castro. Parole di fuoco sono giunte ultimamente da Adolfo Rivero, vicepresidente del Comitato Cubano per i Diritti Umani, storico gruppo di dissidenti dell'isola: "Fidel Castro é un crudele, subdolo e testardo dittatore, che rifiuterà in tutti i modi di ridurre il suo potere sulla gente di Cuba. Ogni sua concessione é solo tattica. Castro é sempre pronto a tornare sui suoi passi. Bisogna stare attenti a non lasciarsi ingannare".
Dello stesso parere é Orlando Gutierrez, segretario nazionale del Directorio Revolucionario Democratico, un'altra importante organizzazione di dissidenti: "Castro non é cambiato. Nessun mutamento istituzionale é stato, finora, annunciato per garantire i diritti umani a Cuba. Non ci sono stati eventi significativi che potrebbero far sperare in un'apertura nei confronti dell'opposizione".