"Fidel Castro beffa il Papa".
3.04 p.m. ET (1911 GMT) February 23, 1998

by Carlo Climati, il Roma

Fidel Castro beffa il Papa. Ha ordinato ad una dissidente cubana incinta di lasciare l'isola. La donna, che si chiama Roxana Carpio Matas, è stata liberata recentemente insieme ad altri prigionieri politici. Il regime le ha offerto la cancellazione della pena, in cambio dell'esilio.

Durante il suo viaggio a Cuba, Giovanni Paolo II ha parlato spesso di rispetto della vita e della famiglia. Oggi, un mese dopo la storica visita del Papa, arriva la cinica risposta di Castro. Non c'è pietà per una donna che porta in grembo una vita umana. Roxana Carpio Matas dovrà dire addio alla sua terra. Ma qual è la grave "colpa" di cui si è macchiata questa persona? Perchè il regime l'ha condannata alla prigione, e poi all'esilio? Per saperlo bisogna fare un passo indietro, fino all'ottobre scorso, quando Daula Carpio Matas, sorella di Roxana, venne arrestata a Santa Clara dalla polizia cubana.

Daula è presidente di una sezione locale del Partito per i Diritti Umani, un'organizzazione pacifica di dissidenti. Il Governo cubano non è disposto a riconoscere altri partiti al di fuori di quello comunista. Gli oppositori del regime vengono messi in carcere con l'accusa di attività criminali, che servono per mascherare le ragioni politiche degli arresti. L'unico "reato" di Daula Carpio Matas è stato quello di manifestare il proprio pensiero contro Fidel Castro.

Il 9 ottobre dell'anno scorso, Roxana Carpio Matas iniziò uno sciopero della fame per ottenere la liberazione di sua sorella. Altre nove persone, e la stessa Daula, hanno seguito il suo esempio. Per questa ragione sono state tutte condannate alla prigione o agli arresti domiciliari.

Roxana, scoprendosi incinta, ha dovuto interrompere il digiuno, insieme ad altri quattro attivisti che avevano problemi di salute. Ma i rimanenti sei hanno continuato lo sciopero per centoventi giorni, fino a quando il Governo cubano ha annunciato la liberazione di tutte le persone coinvolte nella protesta. Alcune erano ricoverate in fin di vita presso l'Ospedale Provinciale di Santa Clara.

Nonostante le continue pressioni del Governo, gli attivisti si erano sempre rifiutati di interrompere il digiuno. "Facciamo questo per dimostrare che a Cuba esiste l'opposizione", ha dichiarato Ivan Lemas Romero, cattolico praticante, che ha perso ventuno chili nutrendosi soltanto di brodo ed acqua. Josè Antonio Alvarado, che ne ha persi ventotto, non era più in grado d'alzarsi dal letto dell'ospedale.

Dunque, l'unica "colpa" di Roxana Carpio Matas è quella d'aver promosso uno sciopero della fame per ottenere la scarcerazione di sua sorella Daula, ingiustamente condannata dal regime. Quale sarà il futuro di Roxana e del bambino che porta in grembo? Un futuro lontano dalla sua terra, dai suoi amici e dai suoi familiari.

Castro non ha alcuna pietà di lei. Roxana è una persona "scomoda" per il regime. Se vuole avere la libertà, sarà costretta a lasciare Cuba. E' questo l'altissimo prezzo che il dittatore fa pagare a molti prigionieri politici: la scarcerazione in cambio dell'esilio.

Le condizioni in cui Roxana si trova non sembrano commuovere Fidel Castro. Il Papa lo ha invitato al rispetto della vita e della famiglia, ma lui non sembra intenzionato ad ascoltarlo.

Eppure, tutti sanno che quello della gravidanza è un momento estremamente delicato per la donna, in cui i traumi fisici e psicologici possono avere effetti molto gravi sulla salute del nascituro. Senza contare, poi, i problemi che Roxana dovrà affrontare per ricostruirsi una vita in un Paese straniero.

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